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26 Settembre 2022 / 12:06
 
Banche e assicurazioni al centro della trasformazione digitale

 
Scenari

Banche e assicurazioni al centro della trasformazione digitale

di Marco Utili, Managing Director Intesa Sanpaolo Group, IBM Italia e Tiziana Tornaghi, IBM Consulting Senior Partner, Italia - 15 Febbraio 2022
L'offerta bancaria e assicurativa evolve verso una logica di piattaforma di servizi eterogenei e modulari. Una trasformazione che richiede la costruzione di ecosistemi in cui i player tradizionali, in “coopetition” con fintech e insurtech, devono rivedere in maniera profonda i loro processi e modelli operativi
Stiamo vivendo un’epoca di cambiamenti senza precedenti in tutti i mercati, che accelerano la trasformazione del business con una consapevolezza consolidata di investimento e di crescita sostenibile. Il sistema finanziario, inteso come banche e assicurazioni, avrà un ruolo chiave di orchestratore nel processo di trasformazione digitale del nostro Paese, supportando il Governo nella gestione del Recovery Fund.
In questo contesto, l’innovazione tecnologica, tesa ad introdurre nuovi prodotti e servizi e metodi alternativi per produrli, distribuirli e fruirli, è il driver strategico per coniugare sia una esigenza di efficienza operativa aziendale, sia di sostenibilità dell’interesse collettivo e di impatto sull’ecosistema Paese.
Ecco quindi che, la tradizionale offerta di prodotti assicurativi e bancari, evolve secondo una logica di piattaforma di servizi eterogenei e modulari, che il cliente sceglie in base alle proprie priorità e al proprio stile di vita per soddisfare i bisogni primari di mobilità, salute e casa.
Ciò necessariamente richiede la costruzione di un ecosistema in cui i player tradizionali, trovandosi spesso in “coopetition” con fintech e insurtech, devono rivedere in maniera profonda i loro processi e modelli operativi per poter sostenere una nuova agilità di servizio e velocità di innovazione.
Fintech e insurtech, di contro, con modelli di business guidati dalla tecnologia e con al centro il cliente, sono sempre più vicine alle nuove generazioni attente a user experience personalizzate e contestuali.
Si pensi alle fintech che offrono i servizi di pagamenti innovativi, peer-2-peer o, in ambito investimenti, alle Fintech "robo advisor" o alle Moneyfarm. Si tratta di iniziative che hanno introdotto il concetto di pagamento per servizi di consulenza e, parallelamente, hanno anche offerto la possibilità di incontrare un consulente, dedicato all’ascolto dei bisogni del cliente con l’obiettivo di proporre portafogli o soluzioni d'investimento o assicurative "su misura" e capace di generare trust. La fiducia rappresenta quindi ancora un valore centrale, nonostante gli importanti cambiamenti di business richiesti dal mercato e supportati dalle tecnologie più evolute.
In ambito Corporate e Private Banking le tecnologie che le fintech hanno introdotto stanno già diventando strumenti a supporto dell'ingaggio e della migliore conoscenza dei clienti (si pensi ad alcune funzionalità di IBM Watson che aiutano a conoscere i clienti corporate, tramite processi di KYC) e della migliore esperienza offerta.
Gli spazi che oggi fintech e insurtech si sono ritagliate nell'arena competitiva del mercato finanziario e assicurativo non sono ancora ampi e se i grandi e medi gruppi bancari o assicurativi avranno la capacità di capire le intuizioni di questi nuovi player, e sapranno integrarle nella loro proposizione, potranno vincere.
In questa direzione, per agevolare la collaborazione tra insurtech e compagnie di assicurazione in Italia nasce una sandbox regolamentare per il settore, un progetto realizzato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in collaborazione con l’Ivass, la Banca d’Italia e la Consob.
In questo modo le banche e le assicurazioni potranno diventare finalmente open, avvicinandosi al modello di un marketplace di servizi: un ecosistema di servizi di terzi nel campo degli investimenti, dei servizi assicurativi, successori, fiscali che potrà allargarsi e spaziare in altri settori commerciali, correlati al mondo finanziario. Il cliente troverà nella piattaforma della propria banca o assicurazione la risposta a tutti i suoi bisogni di gestione della propria vita finanziaria, di protezione assicurativa, legale e fiscale.
Inoltre, la smaterializzazione dei prodotti finanziari, l'introduzione di carte di credito/debito e la "messa al bando" dell'utilizzo di contanti, fanno sì che la banca possa disporre di una grande ricchezza costituita dai dati, ancora decisamente sottoutilizzati. I clienti sono cambiati: rendono disponibili i propri dati, anche personali, diventando “amici" delle proprie banche sui social e offrendo anche informazioni relative alla propria vita personale. Ma, al tempo stesso, chiedono un servizio personalizzato e i dati sono a disposizione proprio per offrire quel tipo di servizio, quasi sartoriale.
Quindi non dallo scontro tra player tradizionali e tech, ma dalla coopetition tra questi possono nascere migliori servizi per gli utenti e maggiore competitività per un settore che ha grande potenziale di crescita. Secondo IDC, entro il 2024 il 74% degli europei aprirà un conto corrente principalmente attraverso i canali digitali e, se la banca non sarà in grado di supportare le richieste con servizi ad-hoc e supportati da tecnologie come intelligenza artificiale, internet delle cose, blockchain e cloud, non solo non attrarrà nuovi clienti ma perderà quelli già acquisiti.
Lo stesso discorso vale per il settore assicurativo, che oggi rappresenta più del 7% del prodotto interno italiano. Seppur le polizze digitali ammontino attualmente a solo l'1,3% del totale, i numeri sono in costante crescita e le statistiche indicano che entro 10 anni il numero di consumatori di prodotti assicurativi digitali passerà dall'attuale 30% all'80%. Va da sé che il passaggio al digitale costituisca un imperativo per rispondere alla nuova domanda del mercato.
IBM sta lavorando da tempo con le imprese bancarie e dei servizi finanziari per contribuire a una transizione digitale efficace e sicura anche per i processi interni, e non solo di front-end. Si pensi alla piattaforma IBM Cloud for Financial Services, il cloud pubblico di settore progettato in collaborazione con Bank of America e sviluppato per consentire alle istituzioni finanziarie, ai loro partner e alle FinTech di ridurre i rischi e di innovare più velocemente, grazie alla presenza nella piattaforma stessa di controlli integrati a cui aderiscono in maniera uniforme tutti gli attori dell’ecosistema. Altro esempio del contributo IBM è nel campo della automazione dei processi con l’utilizzo dell’Intelligenza Artificale per migliorare sia il process mining che l’automazione, consentendo a banche e assicurazioni di liberare risorse preziose, che – opportunamente riqualificate – possano essere dedicate ad attività a maggior valore.
Altrettanto rilevante è il contributo di IBM nell'implementazione della Blockchain e DLT nell'ambito dei servizi finanziari. Questa tecnologia consente il monitoraggio e la gestione in tempo reale delle garanzie bancarie e delle lettere di credito, facilitare attività di reporting più accurato nell'ambito dei processi di compliance e permette il trasferimento di fondi da punto a punto tra istituti finanziari, eliminando gli attriti e rendendo più rapida l'attività di settlement.
Recentemente IBM ha collaborato con Banque De France, Euroclear e un consorzio di istituti finanziari per l'applicazione della blockchain nell'ambito delle Central Bank Digital Currency. L'obiettivo dell'esperimento era valutare se un'ampia gamma di operazioni e funzionalità possa essere eseguita su una piattaforma blockchain e identificare, dal punto di vista dell'utente, il valore aggiunto di questa tecnologia. L'esperimento ha anche dimostrato che una piattaforma blockchain può coesistere e interagire con l'infrastruttura di mercato esistente.
Al centro della trasformazione digitale ci sono quindi le informazioni e la fiducia che gli istituti finanziari ed assicurativi detengono, partendo dalle quali è possibile agevolare un cambio di paradigma basato sulla creazione di piattaforme open integrate e multiservizi.
Un esempio in tal senso è fornito dalla collaborazione con Groupama Assicurazioni, dove l’utilizzo della piattaforma telematica costruita su IBM Cloud e il potenziale dell'intelligenza artificiale, permette ad oggi di prendere decisioni più rapide sulla gestione dei sinistri, riducendo del 45% i costi di assistenza al cliente e del 50% quelli relativi agli utenti interni.
La chiave di questa trasformazione va dunque ricercata nelle potenzialità offerte da cloud ibrido, in grado di sostenere il carico di compliance e le tecnologie esponenziali, come l’intelligenza artificiale, indispensabile per analizzare l’enorme mole di dati. A queste tecnologie, va sempre affiancato un capitale umano con competenze adeguate alle sfide tecnologiche. Senza dimenticare che, soprattutto in alcuni ambiti del settore, la relazione umana è e resterà imprescindibile.
Infine, ci sono altri due aspetti a cui guardare con attenzione: quello relativo alla cyber security e quello che riguarda la data privacy. I player più tecnologici ed efficienti calamiteranno anche maggiori attacchi alla loro sicurezza se non si doteranno di adeguati sistemi di protezione. Mentre chi non dedicherà alla tutela dei dati personali adeguata attenzione, rischierà di perdere la fiducia della clientela.
In un mondo in cui le cose cambiano molto rapidamente, il mercato italiano della finanza e delle assicurazioni si trova quindi a dover affrontare tre principali tematiche, nuove e complesse allo stesso tempo. In primis, la coesistenza delle nuove società digitali con banche, istituzioni finanziarie e gruppi assicurativi tradizionali; secondariamente, la gestione e l’utilizzo delle risorse e degli investimenti atti a supportare il processo di trasformazione in corso; infine, l'evoluzione del modello normativo esistente.
In questo contesto, crediamo che il futuro di tali settori vada verso la creazione di un ecosistema ibrido, sostenuto da una economia di piattaforma, dove soluzioni sviluppate da diversi fornitori possano continuamente integrarsi tra loro per migliorare la user experience. Per realizzare ciò, quello che riteniamo fondamentale oggi e negli anni a venire, è una stretta collaborazione tra società private e istituzioni, al fine di garantire alle imprese e ai singoli individui di operare in uno spazio tanto libero ed efficace quanto sicuro e regolamentato.
 
 
Articolo scritto per Bancaforte da Marco Utili, Managing Director Intesa Sanpaolo Group, IBM Italia e Tiziana Tornaghi, IBM Consulting Senior Partner, Italia
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