EUR.BANK si prepara al cross-border: Hercle entra nell’ecosistema Bancomat
di Flavio Padovan
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29 Ottobre 2026
La fintech italiana, autorizzata come CASP e IMEL, porterà nel progetto infrastrutture per liquidità, cambi multivaluta e collegamento tra rail bancari e stablecoin. Un passaggio che prepara il lancio commerciale e allarga il raggio d'azione della valuta digitale in euro ai pagamenti internazionali
EUR.BANK comincia a costruire la propria infrastruttura per i pagamenti cross-border. Bancomat ha scelto Hercle come primo operatore fintech italiano dell'ecosistema che sta sviluppando attorno alla stablecoin in euro, con l'obiettivo di collegarla a liquidità, controparti e mercati anche al di fuori dell'Europa.
L'ingresso arriva mentre il progetto si avvicina alla fase commerciale, che resta subordinata al completamento dell'iter autorizzativo. E aggiunge una componente che diventa decisiva quando una stablecoin passa dalla sperimentazione all'utilizzo effettivo: non basta emettere il token. Servono liquidità, conversione tra valute, connessioni con i circuiti fiat e possibilità di muovere il valore tra mercati e giurisdizioni differenti.
È il terreno sul quale lavora Hercle. La società dispone di autorizzazione CASP ai sensi del MiCAR e opera anche come Istituto di Moneta Elettronica. La sua infrastruttura collega pagamenti tradizionali e stablecoin regolamentate, gestendo FX, settlement e liquidità per banche, PSP, fintech e tesorerie aziendali.
Dentro EUR.BANK avrà soprattutto una funzione di connettività. Il progetto prevede infatti che le operazioni in euro continuino ad avere un legame diretto con il settore bancario, mentre Hercle consentirà agli aderenti di raggiungere pool di liquidità e controparti internazionali e di utilizzare infrastrutture blockchain senza dover costruire internamente tutti i collegamenti necessari.
È una differenza importante. Per una banca interessata a utilizzare una stablecoin nei pagamenti internazionali, l'alternativa non può essere sviluppare da zero wallet, connessioni blockchain, gestione della liquidità, FX e collegamenti con i mercati locali. EUR.BANK punta invece a mettere a disposizione un insieme di componenti utilizzabili anche separatamente e integrabili nei servizi già esistenti.
Dal token all'infrastruttura
Il valore dell'operazione va quindi letto soprattutto nell'evoluzione del progetto. Quando Bancomat aveva presentato EUR.BANK, il primo elemento visibile era inevitabilmente la stablecoin denominata in euro. La sperimentazione avviata con alcune delle principali banche italiane ha poi spostato l'attenzione sui casi d'uso: pagamenti e regolamenti on-chain 24 ore su 24, tokenizzazione di strumenti finanziari e flussi cross-border. Con Hercle entra ora in campo una parte dell'infrastruttura necessaria per affrontare quest'ultimo caso.
Nel pagamento internazionale il vantaggio teorico di una stablecoin - trasferire valore rapidamente e con disponibilità continua - deve infatti confrontarsi con problemi molto concreti: come entrare e uscire dalla moneta digitale, dove reperire liquidità, come effettuare le conversioni valutarie, come raggiungere la controparte e come ricondurre il pagamento all'interno di un quadro regolamentato.
Per questo l'integrazione fra infrastruttura bancaria e rail basati su blockchain conta almeno quanto il token utilizzato per il regolamento.
«L'ingresso di Hercle nell'ecosistema EUR.BANK rappresenta un passo importante nel percorso di sviluppo del progetto», afferma Fabrizio Burlando, Amministratore Delegato di Bancomat. La collaborazione, spiega, permetterà di rafforzare infrastrutture e servizi e di ampliare le possibilità di utilizzo anche nei pagamenti internazionali, preparando il progetto al futuro lancio commerciale.
Il modello resta modulare. Le banche e gli altri operatori aderenti potranno utilizzare l'intera soluzione oppure integrare soltanto alcuni servizi, a seconda del proprio modello operativo e delle infrastrutture già disponibili.
Per Gabriele Sabbatini, CEO e co-fondatore di Hercle, il punto è consentire alle istituzioni finanziarie di utilizzare liquidità globale e multivaluta in stablecoin mantenendo gli standard di compliance e sicurezza operativa richiesti a operatori regolamentati.
Il cross-border diventa così anche un banco di prova della strategia di EUR.BANK. È uno degli ambiti nei quali le stablecoin hanno mostrato più rapidamente un possibile vantaggio rispetto ai processi tradizionali, ma anche quello nel quale emergono con maggiore evidenza i problemi di interoperabilità tra valute, infrastrutture e ordinamenti.
Se il progetto riuscirà a passare dalla sperimentazione all'operatività, la partita non riguarderà quindi soltanto la diffusione di una nuova stablecoin in euro. Riguarderà la possibilità per le banche di utilizzarla come rail di regolamento dentro servizi già inseriti nei propri processi e collegati ai mercati internazionali.
Il punto su EUR.BANK
EUR.BANK è il progetto promosso da Bancomat per sviluppare una stablecoin denominata in euro e, attorno ad essa, un'infrastruttura interoperabile destinata a banche e operatori finanziari.
La stablecoin è il primo elemento di un progetto più ampio. L'obiettivo dichiarato è consentire al settore bancario di utilizzare infrastrutture blockchain per nuovi servizi mantenendo all'interno del circuito bancario la gestione delle riserve e il rapporto con la clientela.
La prima sperimentazione tecnica è partita nel 2026 senza coinvolgere direttamente i clienti. A giugno Bancomat ha annunciato la disponibilità di nove banche: Banca Generali, Banca MPS, Banca Sella, Banco BPM, BPER, Cassa Centrale Banca, Credem, Crédit Agricole Italia e Intesa Sanpaolo.
I test riguardano l'infrastruttura e alcuni dei possibili casi d'uso: regolamento e pagamenti on-chain 24/7, tokenizzazione di strumenti finanziari, incluso il debito sovrano, e supporto ai flussi internazionali.
Il nuovo elemento è l'allargamento dell'ecosistema oltre le banche. Hercle è la prima fintech italiana indicata da Bancomat come aderente e porta servizi specifici per il cross-border. Il progetto resta comunque in fase di sviluppo: l'implementazione operativa e il lancio commerciale sono subordinati alle autorizzazioni necessarie.
La nuova moneta al Salone dei Pagamenti
Stablecoin, euro digitale, depositi tokenizzati e nuove infrastrutture di regolamento saranno tra i temi centrali del
Salone dei Pagamenti 2026, in programma all'Allianz MiCo di Milano dal 24 al 26 novembre.
Il programma dedica diversi appuntamenti all'evoluzione della moneta, tra cui: il 24 novembre il confronto su stablecoin ed euro digitale nello spazio Stay Fintech, Stay Tech; il 25 novembre l'Agorà del Futuro affronterà il ruolo dei depositi tokenizzati e una sessione sarà dedicata alla tokenizzazione della moneta.
Un mese dopo l'ingresso di Hercle, il Salone sarà quindi l'occasione per seguire l'evoluzione di EUR.BANK dentro il confronto più ampio sulle diverse forme che sta assumendo la moneta digitale in Europa.