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01 Aprile 2023 / 19:53
 
Su Amazon si pagherà facendo l'occhiolino

 
Pagamenti

Su Amazon si pagherà facendo l'occhiolino

di Mattia Schieppati - 11 Luglio 2016
l colosso dell'e-commerce sta per brevettare un sistema di autorizzazione alle transazioni basato sul riconoscimento facciale. Che conferma come la biometria sia una tecnologia sempre più importante nel campo della sicurezza
Questa volta l'azienda di Jeff Bezos non è arrivata per prima e in maniera disruptive, ma senza dubbio data la sua potenza di fuoco questa scelta è destinata a fare a breve la differenza nell'ambito dei sistemi di pagamento. Ecco perché sta facendo notizia il fatto che Amazon abbia depositato allo Us Patent & Trademark Office la richiesta di brevetto per una tecnologia che consente di
autenticare un utente tramite foto o brevi video
, per poi autorizzare una transazione in denaro. In parole povere, quando questa tecnologia sarà attiva (nessuna tempistica di implementazione presso il cliente finale è stata dichiarata dall'headquarter dell'azienda), si potranno pagare i propri ordini online sul megastore Amazon semplicemente scattando un selfie. Il nome ufficiale della tecnologia è Image
Analysis for User Authentication
, ovvero un sistema biometrico utilizzabile attraverso il proprio smartphone o tablet che autorizza la transazione inquadrando il proprio volto con la fotocamera del telefono. Il brevetto di Amazon prevede l'autorizzazione del pagamento attraverso un processo di autenticazione innescato dalla fotocamera del device digitale (anche
notebook, lettori di e-book
, console di gioco). Attraverso una foto o un breve filmato il sistema verifica sia le corrispondenze biometriche (la fisionomia della persona deve corrispondere a quella dell'utente associato all'applicazione e tali dati vengono processati da software di comparazione che operano sull'immagine dell'utente archiviata in cloud), sia il fatto che si tratti di un "essere vivente" e non di una fotografia: per fare questo, il dispositivo chiederà all'utente di eseguire un'azione di riconoscimento, come ad esempio fare l'occhiolino. Che la biometria possa garantire non solo una user experience assolutamente semplificata, ma anche livelli di sicurezza maggiore, è messo nero su bianco dalla stessa Amazon nella pratica di richiesta del brevetto: l'azienda scrive infatti che «la password può essere rubata, e non è possibile verificare chi la stia usando. Molti utenti scelgono password troppo semplici e corte, facilmente intercettabili dagli hacker. La faccia, invece, non tradisce». Non si tratta di una novità e al prossimo
Salone dei Pagamenti
il tema della biometria come strumento di sicurezza associato ai pagamenti sarà un argomento chiave. Le esperienze in questo campo, infatti, stanno crescendo (leggi qui). Già lo scorso febbraio
MasterCard
aveva lanciato il sistema "Selfie Pay" a conferma che il riconoscimento facciale potrà presto essere utilizzato da alcune tra le maggiori banche al mondo. Le prime sperimentazioni sono state incoraggianti e la comodità supera la paura di affidare a una telecamera la sicurezza dei propri dati in una fase delicata come quella del pagamento: il 92% di coloro che hanno provato il sistema di pagamento MasterCard lo preferisce alle password. Anche 
Google
è sceso in pista nei mesi scorsi con Hands Free, l'app che consente di effettuare i pagamenti utilizzando il riconoscimento facciale (leggi ancora qui). In pratica, attraverso wi-fi e gps, l'app caricata sullo smartphone "comunica" al negozio che nel punto vendita è presente il sig. Rossi, cliente abilitato all'utilizzo dell'app. Quando il sig. Rossi arriva alla cassa, non estrarrà nemmeno il telefono dalla tasca: al negoziante basterà confrontare il volto del cliente che si trova di fronte catturato da un'apposita telecamera/scanner con l'immagine che il sistema di cassa automaticamente gli propone, per autorizzare il pagamento digitale.  L'idea, molto suggestiva, è destinata di sicuro a dare un'ulteriore spinta ai nuovi pagamenti digitali. 
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