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26 Febbraio 2024 / 03:34
 
L’arte che vuole cambiare il mondo di JR alle Gallerie torinesi di Intesa Sanpaolo

 
Banche e Cultura

L’arte che vuole cambiare il mondo di JR alle Gallerie torinesi di Intesa Sanpaolo

di Maddalena Libertini - 31 Gennaio 2023
Inaugurerà il 9 febbraio alle Gallerie d’Italia di Torino di Intesa Sanpaolo “DÉPLACÉ·E·S”, la prima mostra personale in Italia dell’artista francese JR, noto per le sue gigantesche fotografie collocate negli spazi pubblici. In vista dell’apertura per il 7 febbraio è prevista una performance collettiva progettata da JR che porterà a piazza San Carlo cinque immagini colossali di bambini incontrati nei campi profughi. 
Nel 2017 in “Visages/Villages” aveva incollato la gigantografia degli occhi e dei piedi della regista Agnes Varda, quasi novantenne, per farli andare in luoghi in cui lei non sarebbe mai più potuta andare. E solo per lei, alla fine di quel documentario candidato all’Oscar in cui avevano viaggiato insieme attraverso la Francia, si era tolto gli immancabili occhiali scuri che con il cappello definiscono la sua maschera pubblica. JR nel film aveva 33 anni e nel trailer veniva definito il “Cartier Bresson del XXI Secolo” per la sua abilità di immortalare la gente comune in modo intenso e autentico. La sua tecnica prevede poi di incollare le sue foto come si fa con i manifesti stradali in grande scala sui muri di palazzi, case, edifici industriali usando lo spazio pubblico come museo a cielo aperto. La potenza dei suoi lavori, che li ha fatti apprezzare da un vasto pubblico non solo di addetti ai lavori, sta nel riuscire a cogliere e restituire nei suoi collage di ritratti la storia, la memoria, l’identità condivisa, il senso di appartenenza di una intera comunità. È il caso del progetto collettivo seriale “Inside/Out”, sbarcato in questi giorni a Milano e dedicato, questa volta, agli ospiti delle RSA italiane, i più colpiti e isolati dalla pandemia.
A cavallo tra fotografia e street-art, in questi cinque anni, JR è diventato una star dell’arte contemporanea. La sua sperimentazione ha esplorato anche l’effetto ottico, l’inganno visivo come l’anamorfosi che faceva scomparire la piramide del Louvre, le immagini colossali degli atleti delle Olimpiadi di Rio de Janeiro o il gioco illusorio “Greetings from Giza” in Egitto. Tra i suoi interventi più famosi due hanno trovato casa in Italia, “La ferita” a Palazzo Strozzi a Firenze e “Punto di fuga”, ancora visibile a piazza Farnese a Roma, due trompe-l’oeil che squarciano la facciata degli edifici rinascimentali e consentono virtualmente di entrare all’interno. L’altro filone è quello che innalza il gradiente dell’impegno sociale e politico del suo lavoro: i volti israeliani e palestinesi sulla barriera di separazione in Israele, il gigantesco bambino che spunta sul muro voluto da Trump al confine con il Messico fino alle performance partecipative in cui un corteo di volontari porta in spalla in processione una figura infantile che diventa emblematica dei fenomeni migratori forzati.
È a questa serie di opere che si riferisce “DÉPLACÉ·E·S”, dal 9 febbraio al 16 luglio 2023 alle Gallerie d’Italia di Torino. Curata da Arturo Galansino, direttore della Fondazione Palazzo Strozzi, la mostra sarà ospitata in circa 4.000 dei 10.000 mq della nuova sede espositiva di Intesa Sanpaolo e, attraverso i vari media usati dall’artista francese, ne racconterà l’affondo sulla realtà contemporanea e la capacità di dare un volto, un’identità, un’umanità agli esclusi e ai marginalizzati, di renderli impossibili da non vedere, renderli “manifesti”.
Questa la motivazione che ha guidato la scelta di dedicargli una personale nella struttura espositiva di Intesa Sanpaolo. Lo conferma Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore delle Gallerie d’Italia: “Presentiamo a Torino, per la prima volta in un museo italiano, il lavoro di uno degli artisti internazionali più originali e attenti ai grandi cambiamenti sociali. Il progetto, che unisce street art, fotografia e video installazioni, conferma la vocazione delle Gallerie d’Italia torinesi a stimolare la riflessione sulle complessità odierne, in linea con l’impegno di Intesa Sanpaolo a favore di una crescita sostenibile e inclusiva”.
“Nel 2022 – ricorda JR – il numero di persone costrette a fuggire dal proprio luogo di residenza a causa di persecuzioni, guerre, violenze e violazioni dei diritti umani ha superato la minacciosa soglia dei 100 milioni. Questa emergenza è ora aggravata dalla carenza di cibo ed energia, dall'inflazione e dalle crisi legate al clima. In molti Paesi dell'Africa, del Medio Oriente, del Sud America, alle porte dell'Europa, le popolazioni sono costrette ad abbandonare le proprie case per assicurarsi la sopravvivenza altrove. La guerra in Ucraina ha provocato il più improvviso e uno dei più grandi esili forzati dalla Seconda guerra mondiale. Simbolo di questa tragedia senza fine, l'isola greca di Lesbo è teatro del flusso e riflusso dei migranti che arrivano via mare mentre i conflitti si sviluppano. Questa geografia della delocalizzazione forzata costituisce “luoghi off-limit” che ricevono un'eccessiva attenzione mediatica e sono allo stesso tempo invisibili”.
Valeriia è una bambina ucraina che è stata fotografata mentre fuggiva a causa del conflitto bellico. Il suo volto sorridente e lo sguardo aperto e proiettato in avanti è diventato un simbolo di speranza per il futuro e un messaggio di pace. JR ha trasformato quello scatto in un telone di 40 metri che è stato portato a Leopoli, Parigi, Düsseldorf, Berlino, Venezia e, alla fine del 2022, in piazza San Pietro a Roma. Come Valeriia, altri bambini, Thierry, Andiara, Angel, Jamal, Moise, Ajara e Mozhda vivono in situazioni di esilio e dislocamento forzato in Grecia, Ruanda, Mauritania, Colombia e altre comunità ospitanti. La loro immagine trasferita sulle gigantografie restituisce loro un’identità e, allo stesso tempo, li rende i portavoce di altri milioni di individui sconosciuti e disumanizzati.
 “I campi – prosegue JR – non sono solo luoghi di vita quotidiana per milioni di persone, sono diventati una delle maggiori componenti della globalizzazione, una delle forme di organizzazione del mondo: un modo per trattare chi è indesiderato, ciò che non vogliamo guardare negli occhi. Al servizio di qualcosa di più grande, la mia arte crea tensione tra il visibile e l'invisibile per resistere alla banalizzazione delle prospettive”.
La mostra sarà aperta al pubblico in anteprima la sera dell’8 febbraio dalle 19 alle 22.30, ma il giorno prima, martedì 7 febbraio sarà possibile partecipare o assistere all’azione pubblica che farà confluire in piazza San Carlo dalle vie adiacente i grandi teli con le immagini di cinque bambini conosciuti da JR nei campi profughi. La performance sarà ripresa dall’alto dai droni e suggellerà l’incontro di questi cinque piccoli-grandi testimoni in un evento di arte partecipata.
La call for action per partecipare è disponibile sui profili social dell’artista e sulla pagina jrintorino.com raggiungibile anche dal sito di Gallerie d'Italia.
 
 
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