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04 Febbraio 2026 / 09:33
 
BFF cambia guida e accelera il de-risking

 
Banca

BFF cambia guida e accelera il de-risking

di Flavio Padovan - 4 Febbraio 2026
Giuseppe Sica, già CFO del gruppo, è il nuovo Direttore Generale con pieni poteri. Massimiliano Belingheri resta in CdA. Rafforzato il capitale in vista della cartolarizzazione e del nuovo Piano 2026
Avvicendamento ai vertici e revisione profonda del profilo di rischio. BFF Bank apre il 2026 con una doppia operazione, manageriale e industriale: da un lato la nomina di Giuseppe Sica a Direttore Generale con tutte le deleghe operative, dall'altro un piano di de-risking del portafoglio factoring che comporterà accantonamenti straordinari per circa 95 milioni pre-tasse nel 2025, in vista di una potenziale cartolarizzazione e del nuovo Piano Strategico atteso nella seconda metà del 2026.
Il Consiglio di amministrazione ha infatti deliberato il passaggio di testimone da Massimiliano Belingheri, che ha rimesso le deleghe da Amministratore Delegato rimanendo nel board come consigliere non esecutivo, a Sica, già CFO del gruppo. Una scelta che punta a garantire continuità operativa e allineamento interno mentre la banca affronta una fase di riassetto del portafoglio e di maggiore disciplina sul rischio.
Sica porta con sé un profilo tecnico-finanziario consolidato. Entrato in BFF nel febbraio 2025 come CFO, ha maturato una lunga esperienza in investment banking e advisory, seguendo in passato la banca nei momenti chiave della sua traiettoria di sviluppo, dal passaggio di proprietà tra fondi internazionali fino alla quotazione sul mercato telematico azionario. Un background che ora diventa centrale in una fase in cui capitale, qualità degli attivi e operazioni strutturate tornano priorità assolute.
Il presidente Ranieri de Marchis ha sottolineato la continuità strategica: «Il Consiglio di Amministrazione ringrazia Massimiliano Belingheri per il contributo determinante nella trasformazione della Banca in un Gruppo paneuropeo, ed esprime il massimo sostegno a Giuseppe Sica per una nuova fase di crescita di BFF».
Belingheri, alla guida del gruppo per oltre dodici anni, ha spiegato: «Sono orgoglioso di aver guidato per oltre dodici anni un Gruppo che ha sempre affrontato le opportunità della crescita e del cambiamento con una visione orientata all'eccellenza. Sono certo che Giuseppe Sica guiderà con successo la banca nella nuova fase di consolidamento e di sviluppo».
Sul fronte industriale, il gruppo ha avviato una revisione interna del portafoglio factoring per migliorarne la prevedibilità e ridurre la volatilità degli incassi. Le azioni di de-risking determineranno un impatto straordinario pre-tasse di circa 95 milioni nel 2025, accompagnato da una riduzione dell'esposizione deteriorata. Nel dettaglio, circa 72,2 milioni riguardano accantonamenti su sentenze legali negative relative a crediti verso la pubblica amministrazione, mentre altri 22,4 milioni derivano dall'allungamento prudenziale delle tempistiche di incasso degli interessi di mora.
Parallelamente è previsto un restatement del patrimonio netto 2024 per circa 14 milioni, legato a errori di incasso su operazioni di factoring antecedenti a giugno 2023, pari a meno dello 0,2% dei flussi complessivi del periodo. La banca segnala inoltre circa 53 milioni di ricavi fuori bilancio - interessi di mora e indennizzi - relativi a sentenze definitive favorevoli, contabilizzati al momento dell'incasso.
Nonostante gli one-off, la redditività operativa resta sostenuta. L'utile netto rettificato 2025 è stimato a circa 150 milioni, in crescita del 5% anno su anno, con ROE rettificato attorno al 23%. L'utile netto contabile, includendo le componenti straordinarie, dovrebbe attestarsi a circa 70 milioni. La generazione di capitale rimane solida, con CET1 fully capitalised tra il 13,2% e il 13,7% e TCR tra il 16,4% e il 16,9%.
In chiave prospettica, il CdA ha adottato un budget 2026 più conservativo, rivedendo i target: utile netto rettificato a 160 milioni, utile per azione a 0,8 euro, cost/income sotto il 50% e Return on Tangible Equity intorno al 24%. Un reset che riflette la minore crescita del portafoglio e la normalizzazione degli incassi, ma che secondo la banca poggia su «un business strutturalmente solido e profittevole», destinato a continuare a generare capitale.
Il quadro di transizione, tra cambio di leadership e pulizia di bilancio, si inserisce quindi in una logica di rafforzamento strutturale: meno rischio, più visibilità sui flussi e basi patrimoniali robuste, per presentarsi al nuovo Piano Strategico con fondamentali più solidi e maggiore capacità di execution. Una fase di consolidamento che segna la fine di un ciclo e l'avvio di una nuova stagione di crescita più selettiva e disciplinata.
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