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05 Febbraio 2026 / 13:29
 
Ad Atripalda nasce il primo Bar e Club Solidale con il sostegno di UniCredit

 
ESG

Ad Atripalda nasce il primo Bar e Club Solidale con il sostegno di UniCredit

di Flavio Padovan - 4 Febbraio 2026
Grazie al Fondo Carta Etica la banca sostiene un modello di inclusione produttiva che forma competenze certificate e accompagna al lavoro 35 giovani con disabilità
C'è un bar ad Atripalda, nel cuore dell'Irpinia, e che non assomiglia a nessun altro. Non perché cambino il bancone o gli arredi, ma perché qui il lavoro è prima di tutto una conquista personale. Ogni turno è una prova di autonomia, ogni servizio al tavolo un passo verso la fiducia, ogni competenza appresa una possibilità concreta di futuro.
Parliamo del primo Bar e Club Solidale del territorio, affiancato da un'Accademia professionalizzante che accompagna persone con disabilità verso competenze certificate e inserimento lavorativo. L'iniziativa è promossa dall'Associazione Enzo Aprea ODV ed è resa possibile dal sostegno del Fondo Carta Etica di UniCredit. Un progetto che mette insieme Terzo Settore, impresa e finanza con un obiettivo semplice e ambizioso: trasformare l'inclusione in occupabilità reale.
Il contesto è quello di una piccola comunità, dove le relazioni contano quanto le infrastrutture. Proprio qui l'innovazione sociale trova terreno fertile: una rete compatta di associazioni, famiglie, imprese e istituzioni capace di attivare responsabilità condivise. La dimostrazione che anche lontano dai grandi centri possono nascere modelli avanzati di sviluppo, quando il capitale economico incontra il capitale umano.
Dal 1994 l'associazione accompagna ogni anno circa 35 giovani con disabilità in percorsi strutturati di formazione e crescita personale. Musica, teatro, sport, laboratori professionali. Un lavoro paziente, costruito nel tempo, che oggi evolve in un ambiente operativo vero, non simulato. Il Bar e Club Solidale diventa così uno spazio quotidiano dove sperimentare ruoli, orari, relazioni con il pubblico, responsabilità. Non assistenza, ma esperienza. Non protezione, ma fiducia.
La formazione è già partita grazie al contributo dell'Accademia Trucillo, che ha avviato i primi moduli attraverso il volontariato di competenza, con il supporto diretto di Antonia Trucillo. Un trasferimento concreto di saperi professionali che rende le competenze immediatamente spendibili e avvicina i partecipanti al mercato del lavoro.
Dietro il progetto c'è una visione più ampia: usare la finanza come leva di sviluppo. Il Fondo Carta Etica, attivo dal 2005, ha mobilitato oltre 45 milioni di euro e sostenuto più di 1.600 iniziative sociali in tutta Italia. Solo nel 2024 sono stati destinati 1,6 milioni a 80 organizzazioni del Terzo Settore, attraverso il meccanismo del 2 per mille delle spese effettuate con le carte etiche, senza costi aggiuntivi per i clienti. Una filiera che trasforma le scelte quotidiane in impatto collettivo.
«Orientare capitale verso iniziative che generano competenze significa incidere sulla qualità futura dei territori. Ogni investimento che rafforza il capitale umano produce un moltiplicatore sociale: aumenta l'occupabilità, riduce la dipendenza assistenziale e rende più solido il tessuto economico nel medio periodo», spiega Ferdinando Natali, Regional Manager Sud UniCredit. «Offrire a decine di giovani l'accesso a formazione professionalizzante e a contesti operativi reali equivale a costruire fondamenta durature per una crescita inclusiva. È in questa prospettiva - sottolinea Natali - che la finanza assume una funzione abilitante e diventa infrastruttura di sviluppo».
«Mettere ragazze e ragazzi in una condizione di responsabilità reale, dentro relazioni autentiche e ritmi quotidiani, significa restituire fiducia, autonomia e senso di possibilità. Questo spazio nasce dall'esperienza educativa maturata in oltre trent'anni di lavoro e rappresenta un passaggio naturale verso una partecipazione più piena alla vita sociale», aggiunge Renata Aprea, presidente dell'Associazione Enzo Aprea ODV.
«Aprire le porte dell'Accademia significa condividere competenze, metodo e cultura del lavoro. Il volontariato di competenza consente di trasferire saperi professionali in modo diretto e di accompagnare le persone verso una reale spendibilità delle competenze acquisite», sottolinea Antonia Trucillo, direttrice dell'Accademia e marketing manager di Caffè Trucillo
Anche l'amministrazione locale legge il progetto come un investimento strategico. «Quando una comunità investe su competenze, relazioni e inclusione, rafforza la propria identità e la propria capacità di generare futuro. Anche realtà di dimensione contenuta possono diventare laboratori di innovazione sociale di qualità, capaci di attrarre energie positive e costruire coesione», conclude Paolo Spagnuolo, sindaco di Atripalda.
La partecipazione del CSV Irpinia Sannio ETS - CESVOLAB, con la direttrice Maria Cristina Aceto, evidenzia anche la visione ampia dell'associazione, socia del CSV, impegnata non solo nei propri progetti ma anche nel rafforzamento del volontariato in Irpinia e Sannio.
L'esperienza di Atripalda guarda già oltre i confini locali. L'idea è trasformare questo modello in una piattaforma replicabile, capace di attivare nuove alleanze tra banca, imprese, formazione e comunità. Perché quando l'inclusione diventa competenza e la competenza diventa lavoro, il beneficio non riguarda solo chi partecipa, ma a crescere è tutto il territorio.
 
Crediti fotografici: Immagine del Bar e Club solidale dal sito https://cesvolab.it/
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